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Polarizzato vs. piramidale: scegliere l'intensità dell'allenamento

Il dibattito sul modo migliore per strutturare l’intensità dell’allenamento è spesso incentrato su due modelli scientifici dominanti: polarizzato e piramidale. Lavori osservativi come Seiler e Kjerland (2006) hanno contribuito a stabilire che molti atleti di resistenza d’élite si allenano con uno schema polarizzato: la maggior parte delle sessioni è chiaramente facile, una dose significativa chiaramente dura e relativamente poco tempo nella “zona grigia” moderata. La domanda non è semplicemente "che cosa è meglio", ma piuttosto "che cosa è meglio per uno specifico atleta, durante una specifica fase di allenamento, per raggiungere uno specifico obiettivo fisiologico?" Per l’allenatore ben informato questa è una falsa dicotomia; l’approccio più efficace è spesso un modello ibrido che sfrutta i punti di forza di entrambi.

7.1 Il modello a tre zone

Per comprendere questi modelli, dobbiamo prima semplificare l’intensità nel modello a tre zone comunemente utilizzato nella letteratura scientifica (lo stesso framing VT1/VT2 utilizzato da Seiler e Kjerland, 2006):

7.2 Definizione dei Modelli

L'allenamento polarizzato e piramidale sono semplicemente modi diversi di distribuire il tempo totale di allenamento su queste tre zone.

Caratteristica Modello polarizzato Modello piramidale
Principio fondamentale Massimizzare il tempo nella Zona 1 (~75–80%) e nella Zona 3 (~15–20%) mantenendo la Zona 2 relativamente piccola, il modello quantificato negli atleti di resistenza d’élite da Seiler e Kjerland (2006). Massimizza il tempo nella Zona 1, con progressivamente meno tempo trascorso nella Zona 2 e nella Zona 3 (una distribuzione di resistenza più tradizionale).
Beneficio primario Superiore per migliorare il VO_2max e la velocità massima grazie al potente stimolo ad alta intensità. Eccellente per costruire una base aerobica profonda e la resistenza muscolare specifica necessaria per le gare su lungo percorso.
Ideale per Fase di costruzione of a training plan; Sprint/Olimpico distance athletes whose races demand high power output. Fase base of a training plan; Ironman mezzo/totale athletes whose race pace falls squarely in Zone 2 due to the principle of Specificità.

7.3 Un approccio ibrido e periodico

La strategia più efficace per la maggior parte dei triatleti non è quella di aderire rigidamente a un modello tutto l’anno, ma di utilizzare un approccio ibrido che cambia con la stagione:

7.4 Conclusione

Gli atleti e gli allenatori più intelligenti non scelgono da che parte stare nel dibattito polarizzato vs. piramidale. Invece, combinano in modo intelligente i due modelli, utilizzando un approccio piramidale per costruire le fondamenta e un approccio polarizzato per affinare il picco. Questa strategia periodica ti consente di indirizzare specifici adattamenti fisiologici esattamente al momento giusto della tua stagione, portando a una prestazione più completa e di successo il giorno della gara.

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